Michail K. Anikushin: una nota
 

Michail Kostantinovic Anikushin (1917 - 1997) nasce a Mosca. A dodici anni incomincia a studiare scultura sotto la guida di Grigorij Koslov. Le sue prime sculture raffigurano il maestro, i compagni, i parenti. Dopo le scuole medie, all'Accademia delle Belle Arti attira l'attenzione di B.V. Ioganson. Nel 1937 è allievo di V.A. Sinajkije di A.T.Matveev da cui trae la vitalità, l'osservazione, il ritmo e l'interpretazione plastica della figura umana.

Puškin, il poeta azerbajgiano Nisami, Cechov e Ciajkovskij sono i suoi ispiratori preferiti. Nel 1941, ancora studente, è chiamato a combattere sul fronte dell'ex Leningrado. Finita la guerra, Anikushin si dedica ai ritratti. Medici e scienziati stimolano la sua creatività, ma è sopra tutto Puškin ad attrarlo. Fin da bambino lo affascinano le poesie e le fiabe del grande poeta russo, che userà in seguito come materiale per le sue sculture. Il primo progetto per il monumento a Puškin è del 1937. Scolpisce una statua in marmo per l'Università Lomonosov di Mosca (1953), e due anni dopo una statua in gesso che verrà collocata nella stazione Puškinskaja della metropolitana di San Pietroburgo. Intanto, nel 1954 collabora con Nikogosian e Ignatiev per il monumento a Majakovskij. Nel 1956 fa il suo primo viaggio in Italia. Venezia, Firenze, Roma, Milano scolpiscono immagini indelebili nella sua memoria. Le grandi opere di Donatello, Michelangelo, Veronese, Tiziano, che pure conosceva, gli appaiono in una luce nuova. Ne traccia disegni e bozzetti in un diario di viaggio in cui raccoglie le proprie impressioni.

Il monumento a Puškin viene inaugurato in piazza delle Belle Arti, a San Pietroburgo, il 18 giugno 1957. Il livello artistico, poetico, plastico e emotivo raggiunto è tale da farne una delle opere più belle e importanti della scultura europea.

Anikushin non abbandona Puškin e a Grazuf, dove il poeta aveva soggiornato e dove aveva scritto Il prigioniero del Caucaso, decide di scolpire una statua che lo ritraggono Puškin — bozzetti, disegni, busti, monumenti — nel giardino del museo Puškin a Kisinëv, a Taskent (1973), a Archangelsk. In ogni città dove Puškin aveva lavorato e vissuto Anikushin trovava testimonianze, tracce e parenti del poeta che ritraeva in suo omaggio.

Nel settembre del 1961 lavora al progetto per il monumento a Cechov, che nel 1966 sarà eretto a Mosca nel viale Strastnoj. Anche di Cechov l'artista redige vari modelli, e in ciascuno di essi concentra quanto in anni di lavoro ha potuto apprendere dalla lettura dei suoi libri.

Moltissime le prove, i modelli, i disegni, le proposte in preparazione delle opere che dovrà scolpire : in marmo, in gesso, in bronzo. Ciascuna volta con grande attenzione. Egli intende scolpire le statue e erigere i monumenti traendo spunto dalla vita e dalle opere dei suoi modelli.

Un capitolo è dedicato, all'arte funeraria : busti e monumenti a scienziati, attori, musicisti e medici famosi rappresentano un contributo artistico e evocativo di personaggi la cui opera rimane a loro testimonianza. Dal 1955 al 1957 Anikushin lavora al monumento del geografo Vojekov eretto nel villaggio presso San Pietroburgo. Nel 1974 conclude il monumento a Bechterev, fisiologo e neurologo. È del 1960 la lapide al musicista R.M. Glier, nel cimitero Novodevicie a Mosca; del 1961 quella all'attore Juriev, a San Pietroburgo, nelle necropoli dei maestri dell'arte. Il monumento al chirurgo Kuprianov, nel cimitero Borgoslovskoe, è tra i più espressivi. Un posto particolare, per il suo valore simbolico, è occupato dal busto di Valenti Cumak che riproduce l'immagine di un fanciullo. E del 1975 il monumento al poeta Aleksandr Prokofiev. Molte opere sepolcrali si trovano in gallerie e musei sparsi in tutta la Russia.

I bozzetti, i disegni, i progetti e i ritratti che Anikushin redige prima e dopo il monumento definitivo sono lavori a se stanti che entrano a pieno titolo fra le opere dell'artista. Lo interessano la forma, l'espressione, il tono, l'autorità; lo colpiscono il volto, ma anche l'immagine intera, nel teatro che egli solo sa creare nelle sue pièce di carta, di marmo, di gesso, di bronzo. Monumenti di pietra cui non manca lo spirito, la cultura, l'arte, il movimento. La tecnica incomincia dal ritratto, da abbozzi leggeri e essenziali che poi divengono scultura e rimangono intatti nel tempo.

Valgono come pretesti gli avvenimenti del suo tempo, la guerra civile, la rivoluzione, le vicende dei soldati e della sua gente, ma sopra tutto lo affascinano gli artisti, i poeti, gli scienziati intenti ne loro lavoro, nei loro pensieri, nella loro occupazione. Da qui inventa il suo scenario.

Negli anni cinquanta Anikushin visita le fabbriche, s'interessa al movimento operaio, parla con gl'intellettuali, segue tutte le manifestazioni e le iniziative dei giovani russi. A quel periodo risalgono i ritratti e le statue di operai. Dice a proposito di Kravey, operaio nelle fabbrica Elektrosila : "Vorrei scolpire Krazev così com'è nella vita, con il suo carattere, il suo umore, i suoi interessi…".

Nel 1966 torna in Italia, questa volta per ammirare le opere di Michelangelo e l'arte degli antichi greci. Nel 1967 esegue sulla facciata del Palazzo dei concerti Oktiabrskij di San Pietroburgo Il Fregio Vittoria, lungo ventotto metri. Scolpito in bassorilievo, racconta cinquant'anni di storia russa. Nell'aprile del 1970, il monumento a Lenin, che lo riproduce in veste di oratore, viene inaugurato in piazza Moskovskaja, a San Pietroburgo.

I lavori per la realizzazione del monumento commemorativo Agli eroici difensori di Leningrado caduti durante l'assedio dei nazisti nella grande guerra in piazza della Vittoria a San Pietroburgo incominciano nel 1974. Sono trantacinque figure disposte in dieci composizioni, in una struttura a U. Sei statue formano la prima composizione, L'assedio; davanti all'obelisco sono situate le due statue della composizione Vincitori; a destra e a sinistra della grande scalinata ci sono due composizioni di tre e quattro gruppi di statue. La composizione a sinistra è formata da Aviatori e marinai, I vendicatori del popolo, Lavori di difesa e In trincea. La composizione a destra da Milizia popolare, Fronte del lavoro, Soldati. Il monumento viene inaugurato il 9 maggio 1975.

Nel 1992, Anikushin completa il monumento a Ciajkovskij. "Anikushin sviluppa la tradizione riempiendola di nuovo. Le sue opere si riconoscono a prima vista. Il loro stile è integro e vicino al classicismo di San Pietroburgo", scrive del grande scultore un critico russo.

Nel suo atelier sulla Neva, a San Pietroburgo, sono esposte moltissime opere, di differenti dimensioni. Qui sono conservati i progetti per i monumenti della cità in cui vive, le sculture che tiene per sé, quelle più semplici e più belle fatte di immagini della sua gente : donne, uomini, bambini, diari di viaggio, prove, schizzi, disegni, ritratti.


I TESTI SONO TRATTI DAL LIBRO D'ARTE DI M. K. ANIKUSHIN, DISPONIBILE AL SITO DI SPIRALI